martedì 1 gennaio 2008

Svalbard: trovati i resti del più antico orso polare

La BBC riferisce che nell'arcipelago delle Svalbard nell'Artico sono stati scoperti i resti di quello che potrebbe essere l'orso polare più antico.
Secondo il prof. Olafur Ingolfsson dell'Università dell'Islanda, le ossa erano ricoperte di sedimenti che fanno supporre sia un adulto di sesso femminile, datato 110-130.000 anni fa.
La scoperta ha sconvolto gli studiosi perchè l'orso polare è una specie relativamente giovane: si pensava infatti che si fosse evoluta meno di 100.000 anni fa. Fino a poco tempo fa gli studiosi erano convinti che i resti dell'orso polare più antico fossero quelli scoperti in Gran Bretagna, risalenti a 70.000 anni fa.
Si pensa che l'orso polare discenda da un particolare orso bruno, che ha deciso di stabilirsi sui ghiacci dell'Artico. Tuttavia la ricostruzione di una storia precisa di questa specie può risultare difficile: gli animali passano molto tempo sui ghiacci, e quando muoiono le carcasse vengono attaccate da altri animali, oppure cadono nell'Oceano Artico. I ritrovamenti continuano ad essere molto rari.
Ci sono preoccupazioni riguardo al futuro dell'orso polare a causa dello scioglimento dei ghiacciai dell'Artico: le piattaforme offrono un territorio di caccia, e se la superficie diminuisce gli animali possono essere spinti fuori dalla loro nicchia ecologica. Il prof. Ingolfsson è tuttavia fiducioso riguardo la sopravvivenza della specie, ipotizzando che fin quando esisteranno le foche di cui si nutrono, gli orsi polari sopravviveranno.
Il team di ricercatori, che comprende il prof. Oystein Wiig della Università di Oslo, farà delle ricerche sulle ossa ritrovate nelle Svalbard grazie all'estrazione del DNA.

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